01/04/2020No Comments

Progetto CASA_Cohousing in Affitto – SAMASSI

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A Samassi, in una casa ispirata all’architettura tradizionale delle case a corte campidanesi, è possibile andare ad abitare in affitto con altre persone che desiderano godere della tranquillità di un paese, vicino alla città di Cagliari. La grande casa sviluppata su due livelli offre la possibilità di condividere ampi spazi come la zona giorno che affaccia su un’elegante veranda, la palestra e il giardino con l’orto. Il livello superiore sarà ridistribuito in appartamenti successivamente al percorso di progettazione partecipata che coinvolgerà gli abitanti, guidato dal team di Re.coh.

 

AFFITTO

disponibili da 3 a 5 alloggi localizzati nel piano superiore

anno di costruzione: 1950

n° appartamenti: 5

SPAZI CONDIVISI: zona giorno, cucina, palestra, veranda, orto, giardino

 SERVIZI CONDIVISI: da stabilire attraverso il percorso di progettazione partecipata

SPAZI E SERVIZI NELLE VICINANZE: tutti i servizi principali, inclusa la stazione dei treni

Indirizzo: via Roma, 53, Samassi SU

CONTATTI
info@recoh.org

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cortile

03/12/2018No Comments

COHOUSING “LA CASA DEGLI ALBERI” – PONTEDERA

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8 famiglie hanno costituito nel 2016 la cooperativa Casa degli Alberi per realizzare il sogno di un cohousing con vari spazi condivisi in un terreno di campagna nel Comune di Pontedera (il PdR sarà approvato entro dicembre).

Tre appartamenti sono ancora liberi per nuovi cohousers che condividono il desiderio di realizzare un piccolo borgo, immerso nel verde, ma a pochi chilometri dalla città.

Gli edifici saranno realizzati in bioedilizia (in legno), con massima efficienza ed autonomia energetica, risparmio idrico, autoproduzione. Il cohousing ospiterà nel complesso 11 appartamenti suddivisi in 4 edifici (3 trifamiliari e 1 bifamiliare) che verranno realizzati nel 2019.

 

VENDITA

3 appartamenti disponibili

anno di costruzione: 2019

n° appartamenti: 11

SPAZI CONDIVISI: sala polifunzionale con cucina, lavanderia, magazzino, forno a legna, orti e frutteto

 SERVIZI CONDIVISI: car pooling, car sharing, eventuale G.A.S.

SPAZI E SERVIZI NELLE VICINANZE: il terreno sul quale sorgerà il cohousing (nel Comune di Pontedera) si trova 5-10 minuti di distanza (in auto) da tutti i servizi.

Indirizzo: via della Falce, Pontedera (PI)

CONTATTI
www.casadeglialberi.it

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26/11/2018No Comments

Uscire dal mindset condominiale- tradizionale, il caso delle Residenze Smart Lainate

Una comunità fortemente coesa, che condivide aspettative e obiettivi, è una comunità capace di autogestire spazi e servizi e di alimentare le attività nel tempo aumentando il valore dell’abitare. La formazione di tale comunità e la sua resilienza non sono da dare per scontate e richiedono alcuni strumenti e competenze in grado di accelerare e strutturare tali processi. Diventa necessario accompagnare gli abitanti nell’uscita da un mindset tradizionale-condominiale verso un’assunzione di responsabilità individuale positiva e propositiva per il proprio contesto abitativo. In questo scenario si inserisce la possibilità di prendersi cura in maniera diretta degli spazi collaborativi a disposizione degli abitanti. E’ fondamentale, in questo senso, porre l’attenzione sulla diversa natura di tali spazi che varia in base agli utenti e al modello di funzionamento e di gestione. Luoghi come la club house, la sala bambini, il deposito del Gas, così come l’organizzazione di attività conviviali, fanno riferimento ad interazioni più informali che coinvolgono esclusivamente i residenti e che hanno bisogno di relazioni salde e chiare. In maniera diversa, servizi strutturati come ad esempio la palestra o la lavanderia prevedono modelli di relazione diversi.

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Quando la cooperativa incontra l’imprenditoria sociale

Residenze Smart Lainate è un progetto di abitare collaborativo e cooperativo. Il progetto prevede 89 appartamenti e ampi spazi comuni. In questo contesto, siamo stati coinvolti per accompagnare la comunità degli abitanti verso l'autogestione degli spazi e dei servizi. Abitare smart è una cooperativa privata con una visione sociale che progetta e realizza residenze di altissima qualità. La cooperativa è stata costituita da Franco Sala, imprenditore con una visione etica e sostenibile del costruire, attivo nel settore immobiliare da oltre 40 anni, durante i quali ha fondato importanti società di costruzioni che col tempo sono state promosse e associate alle imprese di costruzioni. Sono oltre 3000 gli alloggi (senza nessun invenduto) che negli anni sono stati costruiti e consegnati tra Lombardia, Piemonte e Umbria. Nel caso delle residenze smart, il progetto imprenditoriale viene ulteriormente innovato e, oltre alla garanzia della sostenibilità economica ed ambientale, si integrano spazi e servizi per la comunità che ci andrà ad abitare.

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Un progetto architettonico che parte dalla comunità

Il progetto è costituito da 6 palazzine moderne e dalle dimensioni contenute, composte ognuna da 3 piani fuori terra con circa 15 alloggi ciascuna, in un contesto di 15.000 metri quadri di terreno. Le costruzioni sono di ottimo livello qualitativo e realizzate con materiali ecologici e isolanti sia dal punto di vista termico sia da quello acustico. Il risparmio energetico è garantito dalle numerose soluzioni tecniche adottate, come, ad esempio, il pavimento radiante, la coibentazione per alta classe energetica e i pannelli fotovoltaici, che consentono di ridurre al minimo le spese in bolletta. Il progetto architettonico delle residenze smart a lainate è dell’architetto Claudio Fazzini, professore ordinario al Politecnico di Milano.  “il progetto residenze smart a Lainate, oltre a comprendere innovazioni tecnologiche e costruttive di elevata qualità, è guidato da un approccio “social contact design”, in cui la progettazione degli spazi fisici è pensata per incoraggiare un forte senso di comunità. Spazi e servizi collettivi diventano parte integrante della vita quotidiana e, trasformati in alto valore aggiunto, contribuiscono ad accrescere la qualità della vita.”

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Auto gestione accompagnata

L’implementazione di spazi e servizi richiede anche una nuova progettazione gestionale. In questo caso, gli abitanti diventano gestori degli spazi e dei servizi e dovranno garantire la buona funzione e il mantenimento nel tempo. Per permettere ad una grande comunità di fare ciò, serve un percorso dedicato che possa dare a loro strumenti utili ed aiutare a sviluppare una capacità gestionale collettiva. Housinglab accompagna la comunità con un percorso di 18 mesi (6 mesi prima del trasferimento e 1 anno dopo). Durante il percorso ci occupiamo di community building, capacity building e service co-design. L’intento è quello di portare la comunità ad una propria autonomia, accompagnando inizialmente la gestione in modo stabile e lasciando successivamente sempre più responsabilità agli abitanti stessi. Progettare abitazioni collaborative significa agire in parallelo su due piani strettamente collegati: quello delle relazioni, della responsabilità e della visione comune, in altre parole di un allineamento e di una fiducia reciproca, e quello degli spazi e dei servizi che rappresentano e danno forma al sistema delle relazioni e permettono di dare valore alla collaborazione.

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12/11/2018No Comments

PICCOLO COHOUSING TERZA ETÀ – GENOVA

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A Genova, nel centrale e panoramico quartiere Castelletto, tre persone anziane hanno preso in affitto uno spazioso appartamento di fine Ottocento con vista, quattro camere da letto e un soggiorno da condividere. L’idea è quella di trascorrere insieme un pezzo di vita, vincendo l’isolamento e la solitudine, in attesa di realizzare un cohousing più grande e strutturato. Tre camere sono già occupate da Alessandro, sociologo (79 anni), Rita, fisioterapista in pensione (67 anni), e Gabriella, impiegata in pensione (72 anni) . Un quarto locale è disponibile per una quarta persona interessata a condividere questo pionieristico esperimento di coabitazione.

La camera disponibile misura 17 mq e la spesa è di circa € 350 mensili più le spese.

 

AFFITTO

Disponibile un locale di 17 mq all’interno di un appartamento di 180 mq, situato al 4°piano ma privo di barriere architettoniche.

anno di insediamento del gruppo: 2018

n° camere da letto: 4

SPAZI CONDIVISI: sala d’ingresso, salone con camino, cucina abitabile, 2 bagni e stanza per hobby

 SERVIZI CONDIVISI: wifi

Spazi e servizi nelle vicinanze: Ascensore pubblico, Posta, Supermercato, Bar e Piccoli negozi, Belvedere di Castelletto

Indirizzo: Spianata di Castelletto 23, Genova

 CONTATTI
Alessandro Cavalli
E-mail: aless_cavalli@hotmail.com
Telefono: 342 0509055
Rita Bonica
E-mail: ritabonic@gmail.com
Telefono: 339 8638 807

 

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16/10/2018No Comments

Cohousing a Niguarda – Milano

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A Niguarda, zona nord di Milano, un capannone industriale di una vecchia lavanderia del dopoguerra si trasforma in un cohousing per 8 famiglie che condividono un grande giardino comune; i primi nuclei che hanno già fondato la cooperativa sono alla ricerca di altre quattro famiglie che vogliano vivere vicino al verde, in un contesto socievole e tranquillo. Oltre al giardino, i cohousers avranno in comune un cortile, una sala multiuso, la lavanderia e un deposito bici.

Il Cohousing si trova in via Antonio da Saluzzo a Niguarda, a pochi passi da due ampie zone verdi, il bosco di Bruzzano e il Parco Nord, ed è vicino alle fermate del tram n.4 e n.5 su via Ornato.

Gli appartamenti disponibili, tutti su due piani e tutti dotati di terrazzo, con metrature dai 75 ai 125 mq, saranno consegnati nell'autunno del 2020, i lavori di ristrutturazione partiranno a gennaio 2019.

 

VENDITA

Quadrilocale B1, B4, B5 (100-125 mq) - Bilocale A2 (75 mq)

anno di costruzione: 2020

n° appartamenti: 8

SPAZI CONDIVISI: giardino, cortile, sala multiuso, lavanderia, deposito bici

 SERVIZI CONDIVISI: da definire

Spazi e servizi nelle vicinanze: Parco Nord, Bosco di Bruzzano, Ospedale Niguarda, Ipermercato

Indirizzo: via Antonio da Saluzzo, Milano

 CONTATTI
E-mail: coho.rosina@gmail.com

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Sezione Prospettica

27/10/2017No Comments

Come si avvia una portineria di quartiere?

Stai progettando o hai appena avviato una portineria di quartiere?

Allora ti aspettiamo al workshop La portineria di quartiere, come si fa? che cureremo all'interno di Sharitaly

Durante il workshop avrai l'opportunità di imparare da esempi di successo - avremo con noi Allo Bernard da Tolosa e Portineria 14 di Milano - e di confrontarti con esperti sui vari aspetti del tuo progetto: modello di business, costruzione di partnership, comunicazione e coinvolgimento dei residenti, mondo digitale dietro alle portinerie, burocrazia legale e fiscale.

 

Ci saremo anche noi con il progetto Cocodè e non vediamo l'ora di scambiare con voi esperienze e strumenti.

Ci vediamo mercoledì 6 dicembre alle 14.00 presso BASE Milano

Qui il programma del workshop

Qui invece trovate i biglietti Inserite il codice sconto HOUSINGLAB30

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18/10/2015No Comments

#ZUP e l’abitare: le ricette per progettare insieme

Abbiamo conosciuto ZUP e le sue ricette a #xdaysmi14, da allora un anno ricco di progettazione partecipata su cohousing, spazi comuni, orti condivisi, ma anche di collaborazioni, tra cui quella con un altro espositore, Abito. ZUP ci racconta tutto questo e altro, nell’attesa di presentarvi le sue nuove ricette a #xdaysmi15.

2-23Da circa due anni ZUP The recipe for change applica le proprie tecniche di progettazione partecipata al mondo e al tema dell’abitare, dall’housing sociale, al cohousing fino ai condomini tradizionali che cercano di migliorare la situazione abitativa. Grazie alla nostra partecipazione a Experiment Days 2014, abbiamo ulteriormente aperto il ventaglio delle nostre realizzazioni: dal #co-progettare spazi comuni come cucine o giardini e orti condivisi, alla scrittura condivisa di un regolamento di buon vicinato, al ripensamento sulla destinazione d’uso degli spazi comuni anche in condomini tradizionali, fino al supporto per affrontare e programmare ristrutturazioni per rendere la casa più sostenibile (dai consumi agli stili di vita dei suoi abitanti).

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Sono tanti i condomini che in questo momento hanno bisogno di un input positivo: dopo il boom degli anni 60 e 70, nel quale le case sono cresciute con la fisionomia di ‘fabbricati anonimi” o “dormitori”, si comprende adesso quanto questo tipo di casa e d’abitare non risponda più alle esigenze sociali, di condivisione, di solidarietà, economiche e energetiche attuali.

Soprattutto nelle grandi città, dove il concetto di famiglia tradizionale è fortemente in evoluzione, le reti di vicinato provano a sostituire o a sostenere il singolo nucleo familiare: per condividere la macchina, per fare la spesa, per tenere sotto controllo la casa durante le ferie, ecc

Il canovaccio di ZUP racconta le diverse esperienze di progettazione partecipata, i diversi cambiamenti descritti e condivisi nei laboratori, grazie a delle ricette di un nuovo abitare.

In Via Cenni, presso Cennidicambiamento, una delle realtà di cohousing più interessanti del panorama nazionale (Milano), abbiamo lavorato con un gruppo di persone che avevano bisogno di un supporto nel lavoro di coprogettazione di un orto. Senza una visione difficilmente c’è un progetto: per questo il gruppo ha capito che tipo di orto voleva e perchè, con quale impegno e per raggiungere quali risultati (in termini di benessere, di piacevole coabitazione o anche solo di raccolto) solo dopo aver affrontato un laboratorio con ZUP. Ripetiamo questo esperienza in ottobre, in un nuovo condominio della cooperativa Ferruccio Degradi a Figino.

Cenni 012Cenni 004Invece, con Abito a Rovereto, un’altro dei partecipanti di Experiment Days 2014, abbiamo scritto il ricettario del Buon Vicinato con come primo obiettivo la scrittura del regolamento del condominio e la selezione dei nuovi inquilini. Abito è una start-up trentina fondata nel 2014 per sviluppare servizi per il community building seguendo i temi dell’economia sociale, sviluppo urbano sostenibile e azioni di welfare territoriale. In sostanza lavora per la condivisione delle soluzioni e delle spese all’interno di condomini, che con la ‘scusa’ del risparmio diventano presto dei nuclei e dei modelli di abitare smart, solidale, collaborativo.

Uno dei progetti che Abito segue in questo momento è in un condominio dell’APSP, Azienda Pubblica di Servizi alla Persona, Vannetti di Rovereto. Un contesto complesso, per caratteristiche di età degli inquilini, di lunga permanenza nei diversi appartamenti, di cambiamenti imminenti per via dei lavori previsti, nel quale il nostro intervento è stato l’occasione per un incontro collettivo dopo quasi 12 anni fa.

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In un primo incontro nel quale erano presenti quasi tutti gli abitanti abbiamo fatto un percorso preciso: cosa mi lega a casa mia? Perché tengo agli spazi comuni? Cosa vorrei fare negli spazi comuni? In questo modo abbiamo affrontato un percorso costruttivo sulle regole, partendo dai motivi che rendono caldo e accogliente il proprio spazio personale, fino alle possibilità di vivere meglio tutti gli spazi di un condominio e non solo quelli personali.
In poco più di due ore siamo riusciti a far descrivere alle persone degli esempi concreti e delle soluzioni potenziali per diversi disagi o esigenze. Ecco il risultato.

In altre occasioni abbiamo lavorato con pubblici privilegiati: architetti e altri professionisti del settore housing, desiderosi di imparare e di provarsi con nuove e diverse tecniche di coprogettazione. Con questi gruppi abbiamo condotto il laboratorio Come in una Cucina per dimostrare dalla pratica come ZUP diventa strumento per condividere esigenze dei (futuri) inquilini e per elaborare visioni strategiche nuove, necessarie per scegliere le soluzioni ‘tecniche’ più adatte. Come ambito di elaborazione sia la cucina (Fa La Cosa Giusta e ZUPlab presso impactHUB Milano) sia di nuovo l’orto condiviso.E le prossime ricette? Su spazi progettati da bambini, ancora su orti condivisi, su cucine? Presso condomini di impianto tradizionale o cohousing di nuova generazione?

Ve lo racconteremo durante Experiment Days 2015 con un nostro stand e con diverse attività nel programma culturale. Se intanto volete saperne di più visitate il nostro sito zuplab.com o scrivete a info@zuplab.com

#zup #therecipeforchange #zupinprogress #progettazionepartecipata #xdaysmi15

12/10/2015No Comments

Quando la Pratica Collaborativa mette tutti d’accordo

In contesti abitativi e familiari è frequente l’insorgere di conflitti, che spesso si inaspriscono al punto tale che le parti arrivano davanti a un Tribunale. C’è però un modo diverso per risolverli: la Pratica Collaborativa. Leggete cosa ci raccontano i Professionisti Collaborativi e venite a conoscerli a #xdaysmi15.

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La Pratica Collaborativa è un metodo non contenzioso di risoluzione dei conflitti, in particolare nell’ambito familiare.

Le persone e i loro interessi vengono messe al centro, consentendo di individuare soluzioni attente ai bisogni particolari di ogni famiglia e di ogni coppia.

E’ un percorso che permette di affrontare tutti gli aspetti legati alla crisi familiare – quelli legali, ma anche quelli economici e relazionali – in un clima di fiducia e trasparenza, con il supporto di professionisti altamente qualificati.

Nasce negli anni ’90, quando l’avvocato matrimonialista Stu Webb comunicava ufficialmente ad un Giudice della Corte Suprema del Minnesota che non avrebbe più patrocinato cause avanti ai Tribunali, sia per i risultati dannosi che spesso derivavano all’intera famiglia sia perché riteneva che ci potesse essere una modalità diversa e di vero aiuto alla parti per affrontare, in particolare, quel tipo di conflitto.

Dagli Stati Uniti e poi dal Canada l’idea della Pratica Collaborativa, ha cominciato pian piano a diffondersi al mondo intero. Nel 2000 si è costituita l’associazione mondiale IACP, International Academy of Collaborative Professionals (www.collaborativepractice.com) che consta oggi di più di 7000 professionisti aderenti, dislocati in quasi tutto il mondo.

In Italia, nel 2010, è stata costituita l’Associazione Italiana Professionisti Collaborativi, AIADC (praticacollaborativa.it) della quale fanno parte oggi oltre 200 professionisti formati (tra legali, facilitatori della comunicazione, commercialisti, esperti di relazioni).

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Al centro Linda K. Wray, attuale President IACP, con, da sinistra gli avvocati: Carla Marcucci, Mariacristina Mordiglia, Francesca King, Elisabetta Zecca

Scegliere la Pratica Collaborativa, per ora applicata solo ai conflitti familiari ma che presto potrebbe estendersi ad altri settori, e quindi rivolgersi a professionisti appositamente formati a tale scopo, significa volere partecipare attivamente alla trasformazione del proprio conflitto alla ricerca del raggiungimento di accordi finali, soddisfacenti per tutte le parti.

Queste infatti siederanno fin dall’inizio, personalmente, al tavolo delle trattative.

Individuati i legali collaborativi di fiducia (che dovranno entrambi essere specificatamente formati alla pratica collaborativa), con i quali le parti creeranno una particolare e più profonda intesa, si individua un facilitatore delle comunicazione che entrerà a fare parte del team che condurrà tutta la squadra ad un accordo finale condiviso. Questo comporta siglare un accordo di partecipazione, con il quale ci si impegna alla trasparenza, lealtà e rispetto nei confronti dell’altro, e che garantisce la totale riservatezza di tutto quanto dichiarato ed esibito durante il percorso collaborativo.

Gli avvocati che assistono le parti infatti non potranno poi in alcun modo assistere gli stessi clienti in un eventuale giudizio contenzioso successivo ove, per qualsiasi motivo, non si riesca a raggiungere il traguardo dell’accordo condiviso.

L’esperienza comunque mostra che nella stragrande maggioranza dei casi l’accordo condiviso viene raggiunto: le tecniche peculiari cui i professionisti sono formati, l’ambiente protetto nel quale, iniziando con lo sciogliere le difficoltà di comunicazione e successivamente approfondendo il dialogo, si cercherà di accompagnare le parti verso soluzioni durature ed orientate verso il futuro, mettono realmente al centro gli interessi reali delle parti e dei loro figli. Il percorso, fatto a volte di prove ed esperimenti, rispetterà i tempi di ciascuno, nella tolleranza e riconoscimento delle problematiche individuali che, proprio dagli stessi soggetti interessati, devono trovare una soluzione.

Dopo anni di formazione, nel 2014 si sono svolti i primi casi anche in Italia, quasi tutti risolti con soddisfazione e successo.

L’inserimento nel team del facilitatore della comunicazione è diventato elemento caratterizzante la procedura, ed a seconda della necessità dei casi, possono poi essere inserite anche altre figure imparziali, come il commercialista e l’esperto di relazioni e dei bambini.

I costi, che potrebbero spaventare in considerazione del numero dei professionisti coinvolti, in realtà, sono decisamente minori di quelli che richiederebbe un procedimento giudiziale, considerati i tempi decisamente più brevi di un giudizio e gli enormi benefici che derivano a tutti i componenti del nucleo familiare dal superamento e, comunque, dalla trasformazione del conflitto.

16/05/2015No Comments

#nextrieti su generazioni future, formazione e lavoro

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La Residenza è un mondo a parte. Giorni che non hanno ore, non hanno tempo. Sembra che il mondo si concentri qui a Rieti attorno a noi. Ogni tanto qualcuno ricorda delle notizie che arrivano da fuori, ma queste non urtano molto il nostro piccolo mondo. I giorni passano velocemente e il cervello è soprattutto occupato dai pensieri legati a qui, ora e qualche visione futura. Difficile tenera traccia dei giorno della settimana e dunque io rinuncio al diario giornaliero e provo a scrivere tirando fuori pezzi di qui e pezzi di là per dare il senso della nostra permanenza qui.

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Una mattina, abbiamo incontrato la baby-giunta e i ragazzi di una scuola. Devo dire che incontrare loro, oltre a tutte le persone che sono arrivate in questi giorni, è stato divertente e anche importante. Prima di tutto, i ragazzi sembravano orgogliosi e convinti. Erano lì perché hanno lavorato a un progetto per L’ex Snia Viscosa e ci tenevano a portare la loro voce. Il loro progetto è stato presentato con serietà. Nonostante la sensazione che i temi fossero molto legati alla loro scuola (molte poche idee ludiche), ci hanno parlato della voglia di avere un futuro qui, a Rieti. S’immaginavano un’università d’eccellenza, dei laboratori e, in generale, percorsi di crescita. Noi li abbiamo chiesti cosa Li piaceva di Rieti e cosa avrebbero fatto se avessero la bacchetta magica. Le risposte erano varie ma alcune più evidenti di altre. Per esempio la tranquillità e il verde sono ragioni per cui amano la città. Sembra poco ma in fase di progettazione lo abbiamo ricordato molte volte: Rieti non deve trasformarsi in un luogo frenetico e veloce: la sua forza è proprio nel calmo, nel bello e tranquillo.

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La bacchetta magica ha prodotto risposte più varie: sullo stato di degrado e sicurezza dei palazzi o delle strade, altre sugli spazi verdi e per il gioco. Ho due risposte preferite: la piscina gigante che contiene tutta Rieti e la casa per i barboni. La piscina gigante sembra quasi nostalgica al passato in cui la zona è stata allagata. La seconda è semplicemente tenera e sensibile, elementi non scontati per niente a questa età.

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Nei giorni che seguono, sempre sul tema scuola, abbiamo incontrato docenti e due presidi di scuole professionali di Rieti: l’istituto agrario e l’istituto alberghiero. Gli incontri ci hanno colpito molto: è vero che le scuole professionale hanno alla basa l’unione tra studio e lavoro, ma le storie che abbiamo sentito qui sono storie speciali. Ecco che, l’istituto agrario ha appena avuto un fondo per la costruzione della propria cantina. Producono già altri prodotti alimentari nella loro azienda agricola che vengono venduti nei negozi e ai ristoranti. Hanno le loro etichette e comunicazione spiegando il progetto. Nell’azienda agricola hanno stabilito una collaborazione con il carcere e portano avanti iniziativa dentro e fuori al carcere. Veri esempi di sviluppo sociale sostenibile. L’istituto Alberghiero, storico e conosciuto sul territorio è un’eccellenza locale. I diplomati sono assunti e lavorano nei ristoranti di Rieti. La connessione con la città, le aziende locali e i prodotti di qualità è molto forte. La serietà, ma anche la passione delle persone che sono venuti a condividere le informazioni con noi mi fa pensare che gli studenti che escono da una scuola così, non sono limitati al mestiere che hanno imparato. Lo studio professionale, se fatto bene, forma persone che sanno gestire il lavoro, i contatti, le persone. Persone responsabili, che hanno fatto esperienze all’estero, che sanno gestire la complessità del proprio lavoro. È evidente che sono tutte capacità utili per la vita. Sarà la scuola professionale il futuro?

Nella nostra strategia per Rieti, stiamo mettendo molta enfasi sulle generazioni future, sulle loro formazione e le loro opportunità qui. Crediamo sia essenziale avviare nuove imprese e startup dal basso. Non separare più la formazione dalla pratica. Dare avvio senza troppa pianificazione a azioni concrete e immediate. Ci piacerebbe dare la possibilità alle persone, non solo di esprimere le loro necessità, ma anche esporre le loro capacità di portare cambiamento.

 

13/05/2015No Comments

Festa Europea dei Vicini di Casa 2015

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 Il 29 maggio 2015 è la Festa dei Vicini di Casa!

Un'occasione per ricostruire i legami di prossimità, conoscersi meglio, passare un po' di tempo insieme e avere nuove idee per la prossima festa 😉

HousingLab promuove questo evento europeo e vi invita a fare festa con i vostri vicini di casa, di pianerottolo, di quartiere...

Come fare?

Se siete alle prime armi, potete scaricare un mini-kit con alcuni strumenti utili, gli inviti e le locandine. Stamparli, personalizzarli e organizzare la festa! Clicca qui per scaricare il kit: FestadeiVicini_kit_HL

Se siete già un gruppo di vicini affiatati ed esperti nell'organizzazione di feste ed eventi o se partecipate già ad una social street non vi resta che cogliere anche questa occasione per fare festa! E ricordate di invitarci.

La Festa dei Vicini è stato un successo internazionale fin dal suo lancio a Parigi nel 2000. Il festival continua a crescere e ha superato di gran lunga i confini europei. La festa è celebrata in tutto il mondo da milioni di persone. 1.400 partner, tra città, organizzazioni e associazioni stanno partecipando in oltre 36 paesi con più di 20 milioni di vicini!

L'incredibile sviluppo di Neighbours' Day è la prova che il desiderio di promuovere una "vita migliore insieme" non ha confini!

Segnatevi l'appuntamento di quest'anno: VENERDI 29 MAGGIO 2015.

e se volete saperne di più...
http://www.european-neighbours-day.com/

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