Co Housing Lab

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Una rete di tecnici e professionisti a supporto della progettazione e realizzazione della vostra coabitazione

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Siete un gruppo di amici e state pensando da tempo di andare a vivere insieme ma non sapete come fare?

Ti piacerebbe vivere in cohousing e sei in cerca di altre famiglie che condividano le tue stesse aspirazioni?

Volete realizzare un cohousing che risponda realmente alle vostre aspirazioni, alle vostre esigenze e possibilià economiche?

CO-HOUSING LAB è quello che fa per voi!

L’agenzia nasce dall’esigenza percepita di sostenere gruppi di cittadini che desiderano trovare nuovi modi di abitare che promuovono la condivisione e la collaborazione. In particolare gruppi orientati al cohousing, da realizzare in nuove costruzioni o attraverso il recupero del patrimonio edificato esistente.

Per saperne di più scrivi a:

info@housinglab.it

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Esempi

UFA FABRIK - esempi dal mondo

La comunità ha saputo trovare delle soluzioni in modo imprenditoriale, non dimenticando i valori sociali alla base e usando, come dicono loro, molto senso del umorismo.

Ufa Fabrik, nasce negli anni 70 nel pieno del periodo delle occupazioni illegali di spazi abbandonati. In questo caso, un’area che un tempo ospitava i locali dell’UFA Film (società cinematografica nata nel 1917 e poi abbandonata 50 anni più tardi), nel quartiere urbano sito nella ex Berlino Ovest, nel distretto di Tempelhof-Schöneberg.

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La comunità di abitanti

L’area è stata occupata da famiglie (inizialmente solo 7 persone), con un’idea molto precisa: creare una comunità di vita e lavoro condivisi che sia economicamente sostenibile e possa portare al quartiere cultura e servizi. Oggi ufa fabrik offre, oltre al programma culturale per il quartiere, una scuola aperta, una fattoria urbana, un caffè, una panetteria, un negozio di alimenti biologici, un ostello e dei servizi al quartiere (dopo scuola, consultorio…). Continuano a viverci circa 40 persone, ma ci lavorano altre 500. Circa 1000 visitatori internazionali arrivano ogni giorno nell’area.

La collaborazione

Inizialmente tutte le famiglie condividevano una cassa comune e iniziarono a promuovere delle attività che, a loro volta, portassero denaro. Le prime iniziative erano spettacoli di circo e teatrali. A mano a mano è stato aperto un caffè, una panetteria, si è recuperata la vecchia sala per le proiezioni dei film e così via. Con i soldi che entravano, la comunità intraprendeva una nuova iniziativa che potesse generare altro ingresso economico. Con gli anni, non è stata più mantenuta la cassa comune, anche perché sono entrate a lavorare persone esterne.

In parallelo alle iniziative culturali, è iniziata una sperimentazione molto all’avanguardia di sistemi per la produzione e il recupero dell’energia. Uno dei più grandi sistemi di energia solare di Berlino è stato realizzato, così come sistemi di riscaldamento geotermici, un locale di riutilizzo dell’acqua piovana e edifici con sistema di costruzione ecologica.

Per molti anni l’occupazione dello spazio è rimasta illegale con scontri frequenti con la pubblica amministrazione. La comunità, riesce però ad avere il supporto degli abitanti del quartiere, proprio perché essi ne traggono un grande vantaggio culturale. Inoltre, comincia a crearsi un interesse internazionale, soprattutto per quanto riguarda i sistemi energetici. Dopo anni, nel 1986, il comune stipula un contratto d’affitto per l’intera area.

ContattiIndirizzo: Viktoriastr. 10-18, 12105 Berlin, Tempelhof

Website: www.ufafabrik.de/en

Condominio Solidade di Bruzzano

Se a qualcuno interessasse vivere in una comunità gli consigliamo di vederne tante per conoscere e capire qual’è lo stile più adatto.

Il condominio è formato da tre palazzine comunicanti di tre piani ciascuna che si affacciano su un cortile, in cui vivono due comunità: una composta da sette famiglie e una comunità per malati psichici. Le famiglie fanno parte di Mondo Comunità e Famiglia, associazione nata nel 2003 che ha la sua origine nella comunità di Villapizzone, fondata a Milano nel 1978.

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La comunità di abitanti

La comunità è nata con l’insediamento delle famiglie, che sono andate ad abitare nei loro appartamenti quando ancora i lavori non erano completati, e così negli anni lavorando insieme sono andati a ricostruire il luogo in cui vivono. Parallelamente c’è stato l’insediamento della comunità degli ex ospiti del Paolo Pini per i quali la presenza dei vicini e l’inserimento in un ambiente familiare è una terapia, infatti, uno dei valori che la comunità di Bruzzano condivide è proprio l’apertura. Un altro è l’accoglienza: ogni famiglia decide liberamente in che modo e chi, solitamente persone fragili, accogliere per un periodo all’interno della struttura. La condivisione è il terzo dei valori, che si traduce anche in condivisione economica: gli stipendi di tutti gli abitanti vanno su un unico conto corrente di cui ognuno utilizza quello che ritiene necessario.

La collaborazione

Il metodo della condivisione ha portato alla creazione di spazi comuni. Ci porta a conoscerli Marco, marito di Isabella, che ha partecipato alla realizzazione di passerelle che permettono il passaggio da un edifico all’altro per favorire i momenti di scambio e incontro e facilitare l’accesso alla dispensa comune. Il cortile è un grande parco giochi per i bambini e il luogo in cui avviene solitamente l’incontro con gli ex pazienti del Paolo Pini. La cantina è immensa ed è usata come magazzino comune o deposito anche per persone esterne alla comunità. Il salone si trova al piano terra, dove si organizzano feste e si svolgono riunioni, con la possibilità di essere affittato da persone esterne.

La Sosta Solidale è un’iniziativa partita dalle famiglie per aprirsi maggiormente all’esterno e consolidare il valore dell’accoglienza. L’ostello ha portato nuovi scambi, un flusso di persone “normali” e un servizio in più per i parenti di persone ospedalizzate che ora hanno un posto in cui dormire vicino ai loro cari; così ci spiega Isabella, che gestisce l’ostello insieme agli altri condomini.

L’integrazione nel quartiere è stata graduale per entrambe le comunità. All’inizio c’erano rifiuto e diffidenza nei loro confronti, ma successivamente, soprattutto grazie all’inserimento scolastico dei figli, ci sono state delle occasioni di contatto che hanno favorito l’integrazione, non solo all’esterno del condominio ma anche al suo interno.

Ci racconta ancora Isabella che ha scelto di abitare qui perché vive a stretto contatto con persone che, anche se completamente diverse da lei, le hanno permesso di confrontarsi e di mettersi in discussione, di crescere e di avere maggiore sicurezza. Il rovescio della medaglia di questo stile di vita è che per prendere decisioni nel totale rispetto di tutti, i tempi si dilatano e che a volte è difficile essere sempre bendisposti verso le esigenze degli altri, ma sapendo che la disponibilità è reciproca, c’è la volontà di superare questa difficoltà.

ContattiIndirizzo:Via Urbino 9, 20161

MilanoWebsite: www.comunitaefamiglia.org

Referenti: Isabella e Marco

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