22/03/2019No Comments

Cohousing – l’arte di vivere insieme

[section background_image="" text_color="#E5487A" background_color="#F0F0F0"]Titolo: Cohousing. L’arte di vivere insieme.
Princìpi, esperienze e numeri dell’abitare collaborativo in Italia
Autori: Liat Rogel, Marta Corubolo, Chiara Gambarana e Elisa Omegna
Anno: 2018
Editore: Altraeconomia
Compra il libro[/section]

"UN NUOVO MODO DI ABITARE COLLETTIVO PER RITROVARE IL SENSO SMARRITO DELLA COMUNITA'"

Il libro parte dalla mappatura che abbiamo condotto nel 2017 ma va molto oltre:
è un manuale pratico perchè spiega i principali passi per iniziare/relizzare un'esperienza di cohousing
è un libro di senso e significato perchè esplora le motivazioni profonde per scegliere di abitare inisieme
è un libro di design urbano e innovazione perchè vede il cohousing in rapporto alla città e al bene comune
è motivazionale perchè partendo da testimonianze e casi esistenti mette in luce le principali ragioni che spingono le persone a scegliere il cohousing
è pratico perchè una parte manualistica facilita la comprensione e la realizzazione delle abitazioni collaborative.

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Scoprite le presentazioni del libro seguendoci su Facebook!

10/02/2017No Comments

L’ ABC dello stare INSIEME

A cura di Cinzia Boniatti – sociologa

 

Sentiamo che vorremmo vivere in un altro modo.

L’intuizione ci suggerisce che sarebbe bello abitare con persone che scegliamo, con cui ci troviamo bene.

Poi il pensiero ci dirotta verso l’ultima volta passata insieme a quelli che definiamo i nostri migliori amici e ci affiorano delle sensazioni strane e contraddittorie del tipo: “si con Marco ci vado d’accordo ma sua moglie è n’a palla” ; oppure: “ Luisa è simpatica ma… non ci si può fidare”; “con Luca anche l’ultima volta abbiamo avuto una discussione interminabile e alla fine vuole sempre aver ragione”, ecc.

Che fatica stare insieme!

Si mi piacerebbe vivere in una casa con tante persone intorno con cui organizzarmi e non sentirmi solo ma …. non credo che riuscirei a sopportarli per troppo tempo”.

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Ecco a cosa serve un Laboratorio di facilitazione alla crescita personale e di comunità: a sintonizzarci e trovare i modi per durare a lungo nel cohousing e in qualsiasi gruppo!

Quando nasce l’idea di “andare a vivere insieme” c’è molto entusiasmo e siamo perciò disposti a sottostimare i malumori o i comportamenti disturbanti dei compagni di viaggio con cui vogliamo fare il percorso che ci porterà a vivere insieme.

Come nel migliore degli innamoramenti: i difetti del nostro partner li vediamo anni dopo …. tardi, accidenti: c’eravamo tanto amati!

E allora come provare a evitare che questo accada con i nostri futuri vicini di casa?

Dobbiamo tutti imparare insieme alcune regole di comportamento per evitare o arginare la conflittualità, per riconoscerla e gestirla. I conflitti non affrontati e irrisolti, nel lungo periodo, potranno minare la serenità anche delle comunità nate sotto i migliori auspici.

Nel primo Laboratorio di facilitazione si vive l’esperienza di percepire le persone che non conosciamo nella maniera corretta. Impariamo ad abbassare la barriera del pre-giudizio, ad ascoltare veramente l’altro con sincero e profondo rispetto, a liberarci da inibizioni e timidezze, a sentire che ci possiamo fidare e che i sogni che abbiamo coltivato sono condivisi e possiamo insieme realizzarli.

Magia? SI, ma anche NO… Tutti abbiamo il “nostro carattere” e, chi più chi meno, delle abilità sociali. Le tecniche e i metodi di facilitazione, sperimentati in culture diverse, sviluppano le nostre capacità relazionali e sociali e ci abilitano a:

  • comunicare le idee, i nostri sentimenti, le preoccupazioni senza offendere qualcuno o essere aggressivo (Comunicazione Non Violenta)
  • esporre con chiarezza le proprie opinioni e fare interventi in tempi ragionevoli
  • esprimere emozioni senza usare le parole (o le parolacce)
  • avere rispetto e considerazione per le opinione diverse dalla mia
  • arrivare a decidere in modo consensuale evitando che si formino minoranze infastidite e boicottanti

Perché è importante impararle in un Laboratorio esperienziale?

Se tutti sperimentiamo insieme le regole e l’ABC dello stare insieme, ci trasformiamo insieme e siamo in grado di praticarle nella nostra vita quotidiana di comunità (e non solo). Tutte le relazioni anche esterne alla nostra comunità ne avranno un gran beneficio.

IMG_1634Successivamente, con approfondimenti e con l’aiuto di facilitatori esperti, potremmo accrescere la conoscenza e la competenza sull’uso di questi metodi e trascorrere insieme dei bei momenti divertendoci!

Sulla pagina facebook di Cohousing Trentino trovate foto, video e documenti del Laborario che si è svolto recentemente ad Arco co-prodotto da Housing Lab e Cohousing Trentino.

Il tempo del lupo solitario è finito. Raduniamoci!

12/07/2016No Comments

Condividi un’asciugatrice con i tuoi vicini

Non bisogna per forza vivere in cohousing per godere della comodità di una lavanderia self-service sotto casa, potreste per esempio iniziare condividendo l'asciugatrice con gli altri condomini!

Con Asciugarapido, che abbiamo conosciuto durante l'ultimo Cohousing Drink, potrete infatti installare negli spazi comuni inutilizzati del vostro condominio asciugatrici e lavatrici condivise.

 

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logoCuriosi di saperne di più? Leggete un po' cosa ci ha raccontato Fabio, fondatore di Asciugarapido.

RISPARMIO di ENERGIA, PIU’ SPAZIO IN CASA e TUTELA DELL’AMBIENTE questi i principi cardine della nostra attività.

We have a dream….il nostro sogno e la nostra ambizione è di sostituire la lavatrice di casa che occupa spazio, consuma troppo energia e detersivi con una lavanderia condominiale condivisa dalle famiglie che vi abitano. In Italia è una scelta ancora rara mentre in America e in Svizzera è già diventata un’abitudine.

Sarà capitato a tutti di vedere film e telefilm americani ambientati in lavanderie comuni dove, tra un bucato e l’altro, si intrecciano le vicende dei protagonisti. Nelle grandi metropoli, come New York, non avere la lavatrice in casa è frequente. Sembra un’abitudine americana ma troviamo degli esempi anche in paesi come la Svizzera e Danimarca. In questi paesi tutte le famiglie che abitano in complessi residenziali hanno a disposizione dei luoghi comuni con servizi collettivi.

La lavanderia condominiale è simbolo di un nuovo modo di concepire l’abitare, basato sul risparmio energetico, su una maggiore disponibilità di spazio nelle abitazioni e su maggiore opportunità di socializzare. Molte persone hanno piacere a dialogare con i vicini di casa e la lavanderia condominiale è un luogo perfetto per intrattenere conversazioni, mentre si aspetta il termine del ciclo. Si tratta in sostanza di condividere un bene, la lavatrice o asciugatrice, anziché acquistare e adoperare tali macchine ognuno a casa propria. Gli utilizzatori, di questo nuovo modo di concepire la consuetudine di fare il bucato, traggono solo benefici in termini di tempo, risparmio, socializzazione e di rispetto per l’ambiente. Insomma l’unione fa la forza. La lavanderia condominiale è dunque un piccolo tassello di un nuovo modo di abitare che ha ben poco in comune con i classici litigi di condomini, ancora purtroppo largamente diffusi in Italia.

foto installazione 3Il nostro focus è orientato per la maggior parte sulle asciugatrici da qui il nome Asciuga Rapido. La necessità e il fabbisogno maggiore per gli italiani attualmente è asciugare anziché lavare in quanto la lavatrice è presente pressoché in ogni abitazione mentre le asciugatrici, vuoi per mancanza di spazio, vuoi per il prezzo, vuoi per i consumi energetici che assorbono tali macchine, asciugano il bucato presso le lavanderie self service. Da qui l’idea di installare asciugatrici all'interno dei condomini. Sia chiaro che non abbiamo nessun problema ad installare anche lavatrici se necessario.

Un altro punto fondamentale è la comodità. Immaginate di lavare e asciugare in modo professionale e rapido comodamente sotto casa vostra. Avere tutto il servizio di una lavanderia self-service senza dover spostarsi da casa. Solitamente si ci reca in una lavanderia self-service per lavare ed asciugare ciò che a casa non riusciamo perché alcuni indumenti come ad esempio le trapunte matrimoniali, coperte, tende, sacchi a pelo e così via, sono troppo grandi per la capacità del cestello delle nostre lavatrici.

Il prediligere le asciugatrici va a risolvere una serie di problematiche che si riscontrano normalmente in casa quando si ha bisogno di asciugare. Quando piove sono necessari alcuni giorni affinché il bucato sia asciutto completamente ed è utile dotarsi di un deumidificatore in casa per accelerare i tempi per avere il bucato asciutto, ma significa esborso di denaro per un ulteriore elettrodomestico. Inoltre quando stendiamo i panni in appartamento si diffonde quel odore sgradevole di muffa e umidità che conosciamo bene. Ci va di mezzo anche la salute “Un carico di panni bagnati contiene quasi due litri di acqua”, spiegano gli esperti, sottolineando che durante l'asciugatura tutta quest'acqua finisce nella stanza, dove crea proprio l'ambiente umido ideale per la proliferazione del fungo Aspergillus. “In chi soffre di asma”, sottolineano gli esperti, “il fungo può scatenare tosse e respiro affannato, e in persone con un sistema immunitario debole o danneggiato o le persone che hanno malattie autoimmuni, può causare aspergillosi polmonare – un disturbo che può causare danni ai polmoni e ai seni paranasali irreparabili”. Fonte: http://www.deabyday.tv/salute-e-benessere/whatsnew/guide/11075/Attenzione-ai-panni-stesi--asciugarli-in-casa-fa-male-alla-salute.html

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www.asciugatricicondomini.it

Prima si faceva cenno al risparmio, ma non solo in termini monetari anche in termini di tempo. Comunemente quanto i panni sono asciutti si procede allo stiro e come risaputo, è una pratica lunga e noiosa. Al contrario con l’asciugatrice si guadagna tempo perché non è necessario utilizzare il ferro da stiro per la maggior parte degli indumenti. Terminato il ciclo di asciugatura, i panni si possono piegare con facilità, e mantengono la piega, perché le fibre dei tessuti sono ancora calde.

Per ultimo, ma non per questo meno importante, l’impatto ambientale. Facendo un rapido calcolo e ipotizzando che in una palazzina di 15 appartamenti ogni famiglia utilizza la propria asciugatrice risulta che la quantità prodotta ed emessa nell’ambiente di CO2 e altri combustibili è superiore ad un utilizzo di un’asciugatrice condivisa che ha caratteristiche diverse da quelle di uso comune. I macchinari che installiamo sono ad alta efficienza energetica e con capacità di carico maggiore rispetto alle piccole asciugatrici e lavatrici di casa. Quindi a parità di tempo di ciclo del macchinario lavo e/o asciugo più bucato, di conseguenza si fanno meno cicli dunque minore emissione di gas inquinanti.

Nel concreto cosa facciamo noi di Asciuga Rapido?

Innanzitutto c’è da fare una valutazione di quanto grande è il complesso residenziale. Solitamente per i condomini di piccole dimensioni consigliamo l’acquisto, invece per i condomini da 10 appartamenti in su i macchinari sono forniti in comodato d’uso gratuito. Significa che la proprietà dei macchinari è di Asciuga Rapido. Le spese di installazione e di manutenzione sono a carico dell’azienda, quest’ultime comprendono eventuali riparazione guasti e ricambio dei pezzi. Inoltre, le utenze (acqua e luce) sono intestate ad Asciuga Rapido.

Chi si avvale del servizio, paga solamente l’utilizzo della lavatrice e/o asciugatrice. Basti pensare ai distributori automatici di caffè, stesso sistema, chi vuole un caffè paga solo il caffè non l’intera macchinetta

foto installazioni 1Noi di Asciuga Rapido ci preoccupiamo di preparare il locale con gli impianti idonei al corretto funzionamento delle macchine. Il locale ideale dovrebbe essere di minimo 5/6 metri quadrati e accessibile a tutti gli inquilini, con possibilità di installare una condotta per l’espulsione di aria calda diametro 10 cm mentre per l’installazione di lavatrici ci deve essere la possibilità di carico e scarico acque chiare

Le asciugatrici e lavatrici che installiamo sono di 10kg non più piccole. La lavatrice costa euro 2,50 e la durata è di circa 40 minuti mentre l’asciugatrice costa 1 euro ogni 15 minuti (solitamente per avere il bucato completamente asciutto ci vogliono 45min)

Ed è giunto il momento di illustrarvi la nostra pietra miliare: il sistema di pagamento.

Il nostro metodo di pagamento evita di far circolare denaro contante all’interno del condominio, si evitano così furti, manomissioni, fraintendimenti fra vicini con garanzia di grande sicurezza e pieno controllo delle transazioni.

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www.asciugatricicondomini.it

Per effettuare il pagamento si usa una pratica tessera ricaricabile. Si può caricare credito dal sito di Asciuga Rapido o a mezzo bollettino postale. Ogni famiglia o chi ne fa richiesta avrà la sua tessera più user name e password.

Come tutte le innovazioni dobbiamo fare i conti con la realtà, il successo delle lavanderie condominiali e in genere di tutti i beni condivisi dipendono moltissimo dal grado di civiltà dei singoli, nel senso che se c'è un appartamento di persone incivili in un palazzo il sistema già non funziona più. Come tutte le cose in comune, necessitano di ottima educazione e rispetto da parte degli utilizzatori. E’ inutile che ci illudiamo, noi italiani siamo uno dei popoli più litigiosi d'Europa e il rischio che possano accadere spiacevoli litigi in certi condomini delle nostre metropoli, se ci fosse un servizio come quello da noi proposto, è pressoché reale. Ma, fortunatamente, non siamo tutti uguali, ci sono comunità in cui la lavanderia condominiale funziona benissimo, gli inquilini sono soddisfatti e guai se non ci fosse.

 

23/03/2016No Comments

Arrivano i Cohousing Drinks

Da aprile arrivano i Cohousing Drinks, le occasioni per scoprire tutti i segreti del cohousing e incontrare i tuoi futuri vicini di casa, il tutto davanti a un buon drink all'interno degli spazi Lago.

 

 

In ogni Cohousing Drink affronteremo un tema specifico del progettare, costruire, vivere cohousing con la testimonianza di coabitanti che ce l'hanno fatta o esperti del tema. Seguirà sempre un momento di presentazione di progetti in corso e di networking. Quindi se sei parte di un gruppo di amici che cerca altre famiglie per realizzare un cohousing o un singolo in cerca di gruppi o progetti cui aderire, i Cohousing Drinks sono l'occasione giusta per incontrare persone con bisogni simili ai tuoi e costruire comunità di futuri cohousers.

Si parte il 7 aprile presso Open (viale Monte Nero 6, Milano) insieme ai cohousers di Base Gaia. Ci avevano già parlato della loro esperienza con questo post e durante Experimentdays Milano, il 7 aprile ci racconteranno gioie e fatiche del progettare e costruire il cohousing dei propri sogni! Chi meglio di loro può rispondere ai dubbi e le domande di aspiranti cohousers?

Nei successivi Cohousing Drinks parleremo di agevolazioni e finanziamenti per cohousing, di forme giuridiche per la costruzione condivisa e conosceremo i coabitanti de La Corte dei Girasoli di Vimercate presso l'Appartamento Lago, clicca qui per scaricare il programma dei primi 4 appuntamenti.

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I Cohousing Drinks sono organizzati da CohousingLab, rete di professionisti esperti in accompagnamento e sviluppo di abitare collaborativo e sociale, in collaborazione con Lago.

Il costo di partecipazione per ogni incontro è di 5 euro, comprensivo di aperitivo. Partecipazione gratuita per i soci HousingLab.

I posti per i Cohousing Drinks sono limitati, pertanto iscrivetevi agli incontri che vi interessano compilando il questo form

Per maggiori informazioni contattteci a info@housinglab.it

 

06/10/2015No Comments

Base Gaia chiama Terra

Vi ricordate di Base Gaia, il primo cohousing dal basso di Milano? Ve ne avevamo parlato qui.

Curiosi di sapere come sta andando, a che punto sono? L'abbiamo chiesto direttamente a loro! Gustatevi questo racconto e venite a trovarli a Experimentdays Milano!

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Un anno fa eravamo ancora un piccolo gruppo di 4 famiglie alla ricerca di nuovi interessati a condividere i nostri stessi sogni e qualche passo già realizzato: c’era un terreno candidato all’acquisto e la scelta dei professionisti che ci avrebbero seguito.

In questo anno siamo cresciuti fino ad arrivare ai 10 nuclei familiari che stanno dando vita al sogno e abiteranno Base Gaia.

Ci siamo guardati e conosciuti tutti insieme, abbiamo condiviso le nostre aspettative, i nostri dubbi, e i nostri perché di una scelta come questa, abbiamo limato qualche spigolo e siamo diventati un bel gruppo tondo tondo, pronti a rimboccarci le maniche per fare sul serio.

Abbiamo così fondato una società cooperativa per darci una forma giuridica e abbiamo acquistato il terreno opzionato in precedenza.

Abbiamo lavorato duro con tutti i professionisti che ci stanno seguendo con immensa pazienza; architetti e costruttori, commercialista e banche, avvocato e notaio, per seguire ogni fase di avanzamento del progetto, cercando di fare scelte che ci assomigliassero e nelle quali ognuno di noi si riconoscesse.

Parallelamente abbiamo mantenuto aperto un dialogo con il Comune di Milano, per costruire insieme nuove forme dell'abitare, ancora poco conosciute in questa grande città.

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Settimanalmente abbiamo lavorato sul senso degli spazi privati e su quello degli spazi comuni, ragionando sulle necessità che possono soddisfare e sulle progettualità' che potranno ospitare.

Abbiamo elaborato la forma esterna di questa nostra casa, definito tagli e forme delle singole unità abitative, degli spazi comuni, e individuato l'impresa che si occuperà di costruire la casa (Biohouse). Abbiamo steso, revisionato, depositato e firmato statuti, convenzioni e atti.

Progetti e documenti sono stati consegnati alla commissione deputata e dopo tanto lavoro, oggi siamo in attesa dei permessi per costruire.

Ma il lavoro è ancora e sempre molto! Anche se siamo fermi per qualche mese in attesa delle approvazioni necessarie, ne approfittiamo per concentrarci su di noi.

Ci siamo suddivisi in sottogruppi di lavoro, per approfondire tematiche specifiche e poter poi confrontarci in plenaria con le idee più chiare su temi quali le relazioni e le dinamiche interne tra Basisti (così ci chiamiamo amichevolmente) e per la futura vita in cui condivideremo ben più di uno spazio comune, o le relazioni da coltivare con il territorio e la città, sul web e per le iniziative cui siamo invitati a partecipare.

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Siamo certi che molto presto Base Gaia sarà un luogo reale. L’articolo 38 dell’atto costitutivo della Cooperativa, d’altronde, dice: “Siamo belli e avremo la fortuna degli audaci”.

Quando abbiamo partecipato a Experiment Days lo scorso anno pensavamo di riuscire a trovare altre famiglie interessate a portare avanti il progetto con il gruppo originario dei 4, ma in realtà in quell’occasione questo obiettivo è andato buco. Ci ha permesso però di crescere come gruppo e di capire che strada intraprendere, per creare materiale informativo e divulgativo sulla nostra esperienza ed arrivare a più persone. Experiment Days ci ha permesso di raccontarci e dunque chiarirci le idee e rendere ancora più forte il progetto che avevamo in mente fino a farlo diventare realtà.

Anche se ancora non viviamo tutti insieme pensiamo di avere intrapreso un percorso che ci ha portato alla conoscenza profonda dei nostri ideali dell’abitare, tema sul quale ci confrontiamo costantemente negli incontri che settimanalmente ci vedono riuniti.

La cosa più importante per chi sceglie di vivere in cohousing è senza dubbio unirsi ad un gruppo che sia mosso dagli stessi desideri e necessità, un gruppo con cui condividere una stessa idea che si fa progetto e successivamente realtà.

È indispensabile una carica di intraprendenza e coraggio. Chi, come noi, decide di intraprendere questo percorso dal basso (un gruppo che si costituisce e poi dà vita ad un progetto), non ha sicurezze in partenza e non può far altro che scommettere su di sé.

Utopia? No, e noi ne siamo la prova. Ci vogliono dedizione, passione, molto tempo e parecchie energie che vengono quotidianamente spese ma anche ripagate dai piccoli successi, dalle decisioni condivise e dalle risoluzioni degli inevitabili conflitti.

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È fondamentale scegliere un buon team di professionisti che siano sì esperti del loro lavoro, ma che abbiano anche la capacità di comprendere un progetto così complesso e ambizioso, nonché una buona dose di creatività e pazienza.

L'innovazione richiede spesso la capacità di cambiare prospettiva e di rimettere tutto in discussione per trovare compromessi che non abbiano il sapore della rinuncia e che tengnao sempre e comunque conto della strada già fatta.

Di fronte a tanta complessità ci si potrebbe chiedere… ma ne vale la pena? La risposta di Base Gaia e' OVVIAMENTE Sì!!!

La possibilità di concretizzare scelte diverse che sono la declinazione di un sistema di valori diverso è una enorme opportunità.

Nel nostro caso, condividere un percorso condiviso per un abitare collaborativo significa essere disposto a intrecciare vite, esperienze, storie, abitudini e interessi, perché questo diventi un motore di energia pulita e rinnovabile in tutti i sensi!

16/06/2014No Comments

La casa nell’era della sharing economy

Vogliamo raccontarvi come si potrebbe vivere in una casa un po’ diversa, più socievole e collaborativa, ma in fondo non troppo lontana dalla nostra vita quotidiana. Immaginiamo di vivere da soli (come altri 7.7 milioni di Italiani) in città. Abitiamo in una casa piccola, ma che ci possiamo permettere. Nonostante sia piccola c’è comunque abbastanza spazio per vivere bene.

La lavatrice non ingombra più. E’ giù al piano interrato, dove tutti i condòmini possono usarla e chiacchierare mentre il bucato si lava. Nello stesso spazio ci sono gli attrezzi che usiamo raramente, ma che in casa prima o poi servono: il trapano, la scala, la vaporiera… Anche questi hanno liberato il loro spazio in casa. Vengono prenotati attraverso una piattaforma online che gestiamo con i nostri vicini di casa. Con lo stesso sistema prenotiamo online anche l’auto in condivisione che ha un suo box e che è diventata la prima auto di molti, e la seconda di quasi tutti.

Quando abbiamo voglia di invitare 15 persone a cena usiamo la sala condominiale con la cucina. Nella stessa sala, qualche volta, ci vediamo con i vicini per fare colazione la domenica, per un aperitivo o per guardarci una partita.

Uno degli appartamenti nel palazzo è di tutti e lo usiamo per gli ospiti che arrivano da lontano e che si fermano a dormire. Basta divani-letto e campeggi in salotto!

Nei giorni in cui rimane libero l’appartamento è affittato ai turisti per ricavare una piccola entrata che sostiene le spese comuni.

E quando abbiamo un problema che non riusciamo a risolvere c’è quasi sempre un vicino che sa fare qualche lavoretto  e che passa a casa ogni volta che serve. Anche noi più di una volta abbiamo sistemato il computer ad altri condòmini…

Internet lo compriamo in gruppo e in gruppo acquistiamo anche prodotti alimentari, coltivati e allevati in fattorie e cascine poco distanti. Risparmiamo un po’ e mangiamo meglio.

La casa è piccola, ma per noi è perfetta. Perché è tanto più grande dei muri che la  contengono. Si allarga a includere gli spazi che condividiamo, i saperi e gli oggetti che ci scambiamo, i prodotti che compriamo per tutti i vicini, il tempo che passiamo insieme. Collaboriamo per risparmiare, per facilitarci la vita, per stare bene insieme, per sentirci meno soli, per divertirci di più.

Questa è la casa nell’era dell’economia della condivisione.

Questa casa esiste già. Ma sono ancora troppo pochi gli esempi che vediamo in Italia e nel mondo per stare al passo con le “nuove famiglie” e i nuovi modi di lavorare.

Al tempo stesso però, se guardiamo la città di Milano ci accorgiamo di come stiano accadendo piccole trasformazioni diffuse che ci fanno pensare che proprio da qui può nascere un nuovo modo di abitare. Ogni giorno si possono provare nuovi servizi per l’abitare collaborativo: Vicini di casa, Materest, Reoose, Tabbid… sono tutte soluzioni che aiutano i vicini a stare bene uno vicino all’altro, a ricreare rapporti sociali basati sulla fiducia e sulla condivisione.

Milano è la città del bike sharing, del car sharing, delle social street, delle cooperative, dell’housing sociale e dei primi esperimenti di co-housing italiano.

Proprio per questo portiamo a Milano Experimentdays. Una fiera che da molti anni a Berlino e a Vienna promuove nuovi modi di vivere basati sulla collaborazione, la condivisione e il consumo consapevole.

La casa nell’era dell’economia condivisa non ha un’unica formula e un’unica ricetta, è un mondo vario che si compone in modi sempre diversi. La casa nell’era dell’economia condivisa va costruita insieme di volta in volta.

Sabato e domenica 11 e 12 Ottobre Experimentdays Milano coinvolgerà architetti, cooperative di abitanti, start-up, designer, fornitori di servizi, aziende, associazioni e abitanti per creare la rete dell’abitare collaborativo, per imparare dalle buone pratiche, per sperimentare assieme, per portare l’innovazione, così tanto desiderata, nel settore della casa.

Per dire che la casa non è solo spazi, muri e arredamento. Casa sono le persone e le relazioni che si creano e si alimentano ogni giorno.

Abbiamo bisogno anche di voi! Se pensate di voler vivere in una casa, in un condominio, in un quartiere e in una città più socievole e collaborativa vi aspettiamo a ExperimentDays Milano!

Se invece volete contribuire direttamente diventando espositori, contattateci: info(at)experimentdays-milano.it

 

www.experimentdays-milano.it

 

 

Pubblicato oggi, anche su COLLABORIAMO